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Automotive e motorsport

Grazie Vale

Ciao Vale,
Grazie per tutto ciò che ci hai dato, per le incalcolabili emozioni che abbiamo provato, per i pianti, le esultanze, i deliri, le frustrazioni e le commozioni.

Il tuo modo di essere genuinamente te stesso ha spalancato una breccia nei nostri cuori, grazie alla tua leggerezza fatta di sorrisi, sarcasmo e amore per lo sport che rappresenta la tua vita e, di conseguenza, parte delle nostre. Hai avvicinato al Motomondiale intere generazioni di nuovi appassionati, rendendolo uno sport completamente diverso; hai saputo plasmarlo e rivoluzionarlo con una potenza trasformativa senza precedenti, cambiandone concretamente dogmi e sfumature. Sei stato il modello di guida per migliaia di piloti e la fonte di ispirazione per milioni di persone.

Temevamo che, dopo anni difficili, il tuo Addio potesse essere meno trionfale, ma quella magia non si è mai spenta, neppure un istante… siamo restati abbagliati come non mai nel salutarti l’ultima volta.
Da domani, per te e per noi, sarà dura; siamo cresciuti con te come pietra miliare dei nostri weekend, a tal punto da invocare il tuo nome per appellarci all’intera Moto Gp: “a che ora c’è Valentino?”, “accendi la TV che c’è Vale”, “oggi pomeriggio c’è Vale, non ci sono per nessuno!”.

Non sei semplicemente stato un simbolo del motociclismo… sei il motociclismo, come Michael Jordan significa basket, Roger Federer significa tennis, Muhammad Alì significa boxe, Ferrari significa Formula 1.

Il bambino che c’è in ciascuno di noi perde una parte di sé; si chiude un’era, un’epoca, un capitolo delle nostre vite, perché, per gli appassionati di ogni angolo del mondo, sei stato il faro di una vita.
Non smetteremo mai di ringraziarti,

Grazie Vale…

Ph: Getty Images

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Automotive e motorsport Formula E

Gran premio di Formula E, dal vivo, a Roma: un nuovo, intrigante, orizzonte sportivo 

Possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che la Formula E abbia ancora molta strada da fare, ma possa, in altrettanto modo, aver molto da insegnare. Aver vissuto la giornata di Roma, nella sua interezza, mi ha permesso di apprezzare tutti i pregi sportivi, sociali e culturali che questo evento propone nel proprio DNA.

L’intera manifestazione è strutturata col profondo intento di andare incontro alle famiglie, creando una sorta di piccola città, all’interno della quale, oltre al circuito in sè, vi è la possibilità di vivere l’esperienza Formula E a 360 gradi, grazie ad aree fans ricche di colori, musica, spunti di arricchimento e condivisione, attraverso padiglioni di ogni genere, che accolgono i desideri di adulti e bambini, sotto ogni sfaccettatura. Le numerose partnership con marchi di entità mondiale, che lavorano per affinare tecnologie futuristiche, permettono di poter testare e usufruire di comfort e fonti di divertimento all’interno degli stand, adornati perfettamente per il pubblico.

L’evento Formula E non assume i puri connotati di una gara automobilistica sentita e vissuta, ma, quantomeno al momento, risulta essere una manifestazione straordinariamente piacevole, che unisce decine di migliaia di persone di culture, età ed esigenze diverse, esaltando i valori dello sport. I biglietti per l’evento sono proposti a prezzi davvero modesti e includono gadget di ogni genere, come berretti e bandierine gratuite, oltre a ticket omaggio per la consumazioni di cibi e bevande.

La Formula E, intesa invece come categoria automobilistica, ha enormi margini di miglioramento: le macchine, pur essendo meravigliose, sono costrette a limitare la propria potenza per non esaurire le batterie prima dell’arrivo al traguardo; inoltre, i corpo a corpo e i duelli ruota a ruota patiscono la decisiva limitazione della scarsa larghezza dei circuiti, che quasi mai consente l’affiancamento in curva delle monoposto.

Il numero di piloti dai nomi prestigiosi sta però crescendo e l’affinamento di regole e dettagli tecnici consentiranno ogni anno di rendere l’intero movimento ancora più interessante, imponendosi a livello mediatico e mondiale. L’augurio è che ciò avvenga nel modo più repentino e completo possibile, con, però, la speranza che questo intento di abbracciare famiglie e appassionati resti intatto, per non perdere in loro la sensazione di essere parte attiva e itinerante. Ho vissuto una giornata affascinante e soddisfacente, all’interno di un mondo che però deve indubbiamente crescere, con l’intento di evolvere la propria proposta da piacevole a indimenticabile.

Photo: Automoto.it

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Automotive e motorsport

Test drive Giulia Quadrifoglio Verde: carattere e stile italiano

Il nostro Paese è, da sempre, in modo indissolubile e ineguagliabile, legato al mondo dei motori. Questo senso di appartenenza che lega tutti noi ha scaturito modelli indimenticabili nel corso delle varie epoche storiche, che hanno esaltato la fantasia e l’amore per le quattro ruote in milioni di italiani. Alfa Romeo è uno dei marchi che ha maggiormente esaltato questo concetto, attraverso una storia per certi versi unica. Dopo anni di modelli di modesta entità, attraverso automobili senza capacità di scaturire brividi negli appassionati, Alfa ha presentato la nuova Giulia Quadrifoglio Verde… e ho avuto il privilegio di provarla.

Possiamo esordire affermando che il marchio del Biscione ha superato se stesso, concedendo ai propri appassionati un autentico capolavoro. Il piacere di guida è totale: sterzo, cambio e sospensioni scaturiscono sensazioni superlative, garantendo dolcezza e adrenalina al tempo stesso; la percezione di poter sprigionare una notevole potenza è abbinata ad un ammirevole livello di comfort, sfoggiato attraverso numerosi dettagli. Una peculiarità della Giulia Q.V. consiste nel poter essere utilizzata, con estremo piacere, sia per gareggiare in pista, sia per godersi l’abitacolo, lustrando i propri occhi con la cura estetica degli interni e usufruendo delle comodità garantite: si tratta di un’auto perfetta per ogni evenienza, tra piste, gite in famiglia, lunghi viaggi e tracciati di montagna. Il motore, un V6 Turbo da 510 cavalli, sprigiona un rumore non troppo elevato, riducendo lievemente la sensazione racing, ma aumentando la distensione alla guida. La frizione non è dura come si possa pensare, ma risulta smorzata il giusto, andando a determinare l’utilizzo di 6 marce ben frazionate. Il più grande pregio di Giulia Quadrifoglio Verde, però, è la compostezza: il pilota è in grado di mettere la macchina dove vuole, riuscendo a trasferire il proprio pensiero di traiettoria ideale nella concretezza dell’atto manuale, concedendosi, così, di poter attuare lo stile di guida desiderato in qualsiasi circostanza, grazie, inoltre, al perfezionato sistema di controllo DNA. Il differenziale, con 2 frizioni controllate elettronicamente, che garantiscono la coppia migliore alle ruote posteriori, la rendono divertentissima nella guida al limite.

Si tratta di una macchina che smuove emozioni e garantisce sensazioni profonde; un modello che ricorda in tutto e per tutto una M3, per cui è identica anche nel prezzo, 85.000 euro, ma di cui è superiore in prestazionalità pura: dettaglio sancito dal tempo sul giro sulla leggendaria pista del Nurburgring.

È una macchina che sancisce una svolta per il nostro Paese, un’automobile che in Italia aspettavamo da tanto, troppo tempo, e che possiamo sfoggiare con grande orgoglio.

Il marchio Alfa Romeo, sicuramente, ha ancora molta strada da percorrere per raggiungere gli apici dello spietato mondo del mercato automobilistico; possiamo affermare, però, che sta viaggiando sulla strada giusta, collocandosi al centro di un processo di crescita repentino ed esaltante, per la gioia di appassionati e sognatori.